Se cerchi cavolfiore proprietà e benefici, la risposta onesta è semplice: è una brassicacea poco energetica, ricca d’acqua, con fibra, vitamina C, folati e composti solforati in quantità variabili. Può aiutare ad aumentare verdure e volume del pasto, ma non “detossifica”, non cura tumori e non diventa riso solo perché lo triti. Crudo, bollito, al microonde o arrostito cambia consistenza e composizione; la scelta migliore è quella che riesci a mangiare con regolarità e tolleri davvero.

In questo articolo18 sezioni
- Cavolfiore proprietà e benefici: verdetto Lazy
- Cavolfiore proprietà e benefici: che alimento è
- Cavolfiore proprietà e benefici: fibra, vitamina C e folati
- Cavolfiore proprietà e benefici: glucosinolati
- Cavolfiore proprietà e benefici: cottura
- Odore e sapore: lo zolfo non è un certificato detox
- “Riso”, pizza e bistecca di cavolfiore: forma non significa equivalenza
- Cavolfiore proprietà e benefici: gonfiore e FODMAP
- Cavolfiore proprietà e benefici: fresco o surgelato
- Lavaggio, conservazione e avanzi
- Cavolfiore proprietà e benefici: tre modi Lazy
- Quantità, situazioni cliniche e limiti
- FAQ: cavolfiore proprietà e benefici
- In sintesi
- Nota sanitaria
- Revisione editoriale e limiti
- Fonti e riferimenti
- Continua da qui
Cavolfiore proprietà e benefici: verdetto Lazy
Il cavolfiore funziona perché è normale. Costa in genere meno di un prodotto “wellness”, si presta a molte ricette e può riempire metà teglia senza richiedere un master in biochimica. Il suo vantaggio pratico non è una molecola segreta: è rendere più facile mettere una verdura nel pasto.
La versione fresca è ottima quando hai voglia di pulirla; quella surgelata è perfettamente dignitosa quando non ne hai. Vapore breve, microonde, padella o forno possono dare risultati molto diversi dalla bollitura infinita che profuma le scale e lascia in pentola una resa biancastra. La cottura ideale non è quella con il punteggio teorico più alto, ma quella che conserva abbastanza nutrienti, dà sicurezza, resta buona e non finisce nel cestino.
La cornice corretta per cavolfiore proprietà e benefici è dunque questa: alimento utile dentro una dieta varia, non terapia. Se una ricetta sostituisce parte di un ingrediente più energetico può abbassare la densità calorica del piatto; se aggiunge panna, formaggio e olio a sentimento, la matematica appartiene alla ricetta intera.
Cavolfiore proprietà e benefici: che alimento è
Il cavolfiore è una forma di Brassica oleracea, la stessa specie botanica da cui derivano cavoli, broccoli, cavoletti e kale attraverso selezioni differenti. Si mangia soprattutto l’infiorescenza compatta, bianca nelle varietà più comuni, ma esistono anche cultivar verdi, violette e arancioni. Colore e varietà possono modificare alcuni pigmenti e composti; non creano una graduatoria assoluta tra ortaggi “buoni” e “inferiori”.
La scheda CREA del cavolfiore crudo riporta, per il campione analizzato e per 100 grammi di parte edibile, 30 kcal, 90,5 grammi d’acqua, 3,2 grammi di proteine, 2,7 grammi di carboidrati disponibili e 2,4 grammi di fibra. La porzione indicata dalla banca dati è 200 grammi. Non significa che ogni testa in commercio contenga la cifra identica: cultivar, suolo, maturazione, conservazione, scarto e metodo analitico producono variazioni.
Il CREA stesso spiega nella presentazione metodologica dei dati che i valori sono medie indicative riferite ai campionamenti studiati, non costanti universali. È una precisazione importante: la tabella serve a orientarsi, non a calcolare il pranzo al microgrammo fingendo che un ortaggio sia una compressa standardizzata.
Anche il confronto crudo-cotto richiede attenzione. La perdita o l’assorbimento di acqua modifica i valori per 100 grammi; alcuni nutrienti passano nel liquido di cottura; altri degradano con tempo, calore e ossigeno; la matrice si ammorbidisce e cambia quanto riusciamo effettivamente a mangiare. “Cotto ha meno” e “crudo è sempre meglio” sono entrambi slogan troppo corti.
Cavolfiore proprietà e benefici: fibra, vitamina C e folati
La fibra del cavolfiore contribuisce alla quota giornaliera insieme a legumi, cereali integrali, frutta, semi e altre verdure. Non basta da sola a sistemare stipsi, glicemia o colesterolo. L’EFSA considera adeguati 25 grammi di fibra al giorno per la normale funzione intestinale negli adulti: 200 grammi del campione crudo CREA ne fornirebbero circa 4,8 grammi. È un pezzo del puzzle, non il puzzle intero.
Per chi passa da una dieta povera di vegetali a grandi porzioni, aumentare gradualmente e bere in modo adeguato può essere più intelligente che iniziare con mezzo chilo in una sera. La fibra lavora nel contesto della dieta e della tolleranza individuale. Se ci sono dolore persistente, calo di peso involontario, sangue nelle feci o cambiamenti intestinali importanti, non è materia da risolvere cambiando ricetta.
Nel campione crudo il CREA riporta 59 mg di vitamina C per 100 grammi. La scheda del prodotto cotto al microonde, senza acqua e sale aggiunti, ne riporta 50 mg; quella del cavolfiore bollito e scolato 38 mg. Sono analisi di preparazioni definite, non una gara definitiva tra elettrodomestici. Mostrano però perché tempo, acqua e scolatura contano per una vitamina idrosolubile e sensibile alla lavorazione.
La vitamina C contribuisce, tra le altre funzioni riconosciute, alla normale formazione del collagene e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Questo ruolo nutrizionale non autorizza a tradurla in “il cavolfiore evita raffreddori” o “ringiovanisce”. L’opinione EFSA sui valori di riferimento della vitamina C riguarda il fabbisogno nell’insieme della dieta, non la prescrizione di un singolo ortaggio.
Il campione crudo CREA riporta inoltre 71 microgrammi di folati per 100 grammi. Anche qui, conservazione e cottura possono modificare il contenuto. Un alimento che contribuisce ai folati resta utile, ma gravidanza, carenza documentata o indicazioni cliniche non si gestiscono sostituendo l’acido folico prescritto con una teglia di cavolfiore.
Cavolfiore proprietà e benefici: glucosinolati
Le brassicacee contengono glucosinolati, composti solforati legati anche all’aroma pungente. Quando il tessuto viene tagliato, masticato e digerito, l’enzima mirosinasi e il microbiota possono contribuire alla formazione di prodotti come isotiocianati e indoli. È biologia reale, ed è uno dei motivi per cui questa famiglia viene studiata molto.
Il salto sbagliato arriva subito dopo: una molecola mostra un meccanismo interessante in cellule o animali, quindi una porzione viene venduta come prevenzione o terapia certa. Il National Cancer Institute, nella scheda sulle crucifere, distingue chiaramente i risultati sperimentali dalle osservazioni sull’uomo. Per diversi tumori gli studi epidemiologici hanno prodotto risultati misti, con associazioni deboli, assenti o non uniformi.
Un’associazione osservazionale non dimostra che sia stato il cavolfiore a causare un rischio minore: chi mangia più verdure può differire anche per fumo, attività fisica, peso, accesso alle cure e molti altri comportamenti. Inoltre ricordare con precisione l’alimentazione per anni è difficile. Queste limitazioni non rendono inutile l’ortaggio; rendono disonesta la promessa “anticancro”.
La formulazione prudente è: il cavolfiore può far parte di un modello alimentare ricco e vario di vegetali, coerente con le Linee guida CREA per una sana alimentazione. Non sostituisce screening, diagnosi, chirurgia, farmaci, radioterapia o altri trattamenti. Integratori concentrati di sulforafano, indolo-3-carbinolo o “estratti detox” non sono equivalenti al cibo e richiedono una valutazione specifica di dose, interazioni ed evidenza.
Cavolfiore proprietà e benefici: cottura
Calore, acqua, durata, dimensione delle cimette e rapporto tra alimento e liquido influenzano vitamine e glucosinolati. Una revisione sui trattamenti delle crucifere descrive effetti differenti tra bollitura, vapore, microonde, fermentazione e altri processi. Non emerge una regola universale valida per ogni composto, cultivar e cucina.
La bollitura lunga può trasferire nel liquido nutrienti idrosolubili e parte dei composti solforati. Se il liquido viene consumato in una zuppa, una parte non è “persa” dal piatto; se viene buttato, sì. Il vapore breve e il microonde con poca acqua tendono spesso a limitare la dispersione, ma potenza e tempo possono comunque degradare sostanze sensibili. Arrostire concentra sapore perché fa evaporare acqua, non perché moltiplica i nutrienti.
La mirosinasi vegetale è sensibile al calore. Ciò non significa che il cotto diventi inutile: i glucosinolati residui possono ancora essere trasformati, anche con il contributo del microbiota, e la cottura può aumentare appetibilità e quantità consumata. Se ti piace una strategia culinaria senza fissazioni, cuoci fino alla consistenza desiderata, evita di carbonizzare e alterna preparazioni.
Per il forno: cimette simili, poco olio misurato, spezie e teglia non affollata. Per il microonde: contenitore adatto, poca acqua e tempi progressivi. In padella: una breve pre-cottura può evitare di bruciare fuori e lasciare crudo il torsolo. Il punto non è conservare il 100% teorico di una molecola; è mangiare una verdura gustosa senza trasformare la cucina in un laboratorio ansioso.
Odore e sapore: lo zolfo non è un certificato detox
L’odore marcato durante la cottura dipende dalla trasformazione di composti contenenti zolfo. Più la cottura è lunga, più l’aroma può diventare invadente. Non è la prova che “le tossine stanno uscendo” e non segnala automaticamente che il cavolfiore sia andato a male.
Ridurre il tempo, arieggiare e preferire forno, vapore breve o padella aiuta. Spezie tostate, limone aggiunto alla fine, acciuga, capperi, yogurt, tahina o parmigiano possono bilanciare dolcezza e note sulfuree. Non servono rituali con cucchiai d’argento né promesse che l’aceto “salvi tutte le vitamine”.
Un odore acido, marcio o anomalo nel prodotto crudo, insieme a muffa, consistenza viscida o deterioramento evidente, è invece un segnale pratico di scarto. L’aroma tipico di una brassicacea cotta e quello di un alimento alterato non sono la stessa cosa.
“Riso”, pizza e bistecca di cavolfiore: forma non significa equivalenza
Tritare il cavolfiore crea granelli simili al riso nell’aspetto, non nel profilo nutrizionale. Il vero riso fornisce soprattutto carboidrati ed energia; il cavolfiore soprattutto acqua, fibra e micronutrienti, con molti meno carboidrati disponibili. Sostituire tutto può essere utile in una ricetta se vuoi più verdura, ma può lasciare corto di energia chi si allena, cresce, recupera da malattia o ha semplicemente fame.
Una soluzione meno teatrale è mescolare metà riso e metà cavolfiore tritato. Ottieni volume, una quota di carboidrati e una consistenza più interessante. Lo stesso vale per il purè: cavolfiore e patate insieme non devono fingere di essere qualcos’altro. Nella “pizza” la base spesso contiene uova e formaggio; calorie, sale e proteine dipendono da tutta la ricetta.
La “bistecca” di cavolfiore è una fetta spessa arrostita. Può essere buona, ma non equivale a una fonte proteica. Per costruire un pasto aggiungi legumi, tofu, uova, pesce, carne o latticini secondo preferenze e bisogni, poi una quota di cereali, pane o patate se serve. I nomi creativi vanno bene finché non cancellano la funzione degli alimenti.
Cavolfiore proprietà e benefici: gonfiore e FODMAP
Fibra e altri componenti fermentabili possono aumentare gas, tensione o dolore in alcune persone. Non è però corretto dichiarare il cavolfiore universalmente “alto FODMAP” usando una vecchia lista: nel 2025 il laboratorio della Monash University ha riferito che i nuovi test sul cavolfiore bianco hanno trovato un contenuto di FODMAP più basso rispetto a rilevazioni precedenti, tanto da non usarlo più come alimento di reintroduzione. Monash precisa comunque che componenti non-FODMAP possono favorire gas e che lotti, varietà e tolleranza cambiano.
“Fa gonfiare” non è quindi una proprietà assoluta e “low FODMAP” non significa “non può dare sintomi”: qualcuno mangia una porzione senza problemi, qualcun altro tollera solo poche cimette cotte. La risposta dipende da quantità, preparazione, abitudine, velocità del pasto e condizioni intestinali.
Prima di bandire tutte le brassicacee, prova una porzione più piccola, ben cotta, senza sommare nello stesso piatto molti altri alimenti che sai essere problematici. Mangiare lentamente e distribuire le verdure nella giornata può aiutare. Il gambo tenero è commestibile ma più fibroso; pelarlo e cuocerlo bene cambia la consistenza.
Con sindrome dell’intestino irritabile, malattie gastrointestinali, chirurgia recente o dieta terapeutica, la personalizzazione va fatta con medico o dietista. Una fase di esclusione non dovrebbe diventare una condanna permanente senza reintroduzione guidata: togliere gruppi alimentari a caso può ridurre varietà e aumentare ansia senza chiarire la causa dei sintomi.
Cavolfiore proprietà e benefici: fresco o surgelato
Il fresco permette di scegliere una testa compatta, pesante, con cimette chiare e foglie non appassite. Va conservato in frigorifero, asciutto e protetto secondo le indicazioni dell’imballaggio. Tagliarlo in anticipo fa risparmiare tempo, ma aumenta superficie esposta e deperibilità: non preparare una settimana intera se poi odore e consistenza peggiorano.
Il surgelato viene normalmente lavorato vicino alla raccolta e rende disponibili porzioni senza scarto. Non è “senza nutrienti” e non richiede scongelamento per molte ricette. Segui le istruzioni del produttore e non ricongelare un prodotto scongelato salvo indicazioni di sicurezza compatibili con la preparazione. La differenza pratica maggiore spesso è la consistenza: perfetto per creme, zuppe e padella, meno per un arrosto molto croccante.
Il pretagliato fresco compra comodità, non inferiorità morale. Controlla data, temperatura e integrità della confezione. Se spendere un po’ di più evita che una testa intera marcisca nel cassetto, lo spreco evitato può valere più dell’ideale astratto.
Lavaggio, conservazione e avanzi
Elimina foglie rovinate e parti alterate, separa le cimette e lavale sotto acqua corrente. Il Ministero della Salute raccomanda un lavaggio accurato della verdura, particolarmente rilevante quando viene consumata cruda e in gravidanza. Sapone e detergenti domestici non vanno usati sugli alimenti.
Tieni il cavolfiore e i suoi succhi lontani da carne, pesce e uova crude, usando taglieri e utensili puliti. La verdura non diventa sterile perché è vegetale. La campagna OMS sulle cinque chiavi per alimenti più sicuri richiama separazione tra crudo e cotto, pulizia e temperature appropriate: principi banali finché non arriva una gastroenterite.
Gli avanzi cotti vanno divisi, se necessario, in contenitori puliti e poco profondi e refrigerati entro due ore, senza aspettare per forza che diventino freddi sul tavolo. L’USDA indica in genere tre-quattro giorni per molti avanzi cotti, ma prevalgono etichetta, temperatura reale del frigorifero, ricetta e condizioni igieniche. Se hai dubbi su conservazione o alterazione, non fare il test dell’assaggio.
Cavolfiore proprietà e benefici: tre modi Lazy
Teglia completa. Arrostisci cavolfiore e ceci con spezie e una quantità misurata di olio; aggiungi pane o patate e una salsa allo yogurt o al limone. Qui la verdura porta volume, i ceci contribuiscono a proteine e carboidrati, il condimento rende il tutto desiderabile.
Pasta senza penitenza. Cuoci le cimette, schiacciane una parte con poca acqua di cottura e completa con pasta, aglio, peperoncino e formaggio o pangrattato tostato. Non serve rimpiazzare la pasta: basta far convivere i due ingredienti.
Scorta di emergenza. Tieni una busta surgelata. Metti una porzione in microonde o padella, aggiungi uova oppure lenticchie già cotte e una fetta di pane. Dieci minuti, una padella, nessuna narrativa da guru.
La microazione più efficace è decidere prima il formato: cimette fresche se ami il forno, surgelate se odi il tagliere, vellutata se preferisci consistenze morbide. L’alimento perfetto non consumato vale nutrizionalmente zero.
Quantità, situazioni cliniche e limiti
La porzione da 200 grammi riportata dal CREA è un riferimento di consumo, non una prescrizione obbligatoria. Una persona può preferirne 100 grammi come contorno o una quantità maggiore in una zuppa. Conta l’intero schema alimentare, la fame e la tolleranza, non la precisione militare su una singola cena.
Il cavolfiore contiene vitamina K, generalmente meno concentrata delle grandi verdure a foglia verde, ma chi assume warfarin o anticoagulanti antagonisti della vitamina K deve evitare oscillazioni brusche dell’apporto complessivo e concordare cambi importanti con il centro prescrittore. L’NIH Office of Dietary Supplements insiste sulla costanza, non sul divieto automatico di tutte le verdure.
Chi deve limitare fibra, potassio o volume per una condizione renale, intestinale o post-operatoria segue il piano clinico individuale. Allergia al cavolfiore o ad altre brassicacee è possibile, anche se non comune: orticaria diffusa, gonfiore di lingua o gola, difficoltà respiratoria o debolezza improvvisa richiedono assistenza urgente.
FAQ: cavolfiore proprietà e benefici
Il cavolfiore fa dimagrire?
Non da solo. Ha bassa densità energetica e può aumentare il volume del pasto; aiuta solo se la ricetta e l’alimentazione complessiva producono un equilibrio coerente con l’obiettivo. Aggiungerlo senza cambiare nulla non brucia grasso, mentre coprirlo di condimenti molto energetici modifica il conto.
Il cavolfiore è davvero detox?
No. Fegato, reni, intestino e polmoni gestiscono processi di trasformazione ed eliminazione; un ortaggio non “pulisce” il corpo. I glucosinolati hanno vie biologiche interessanti, ma non trasformano il cavolfiore in una procedura medica o in un antidoto agli eccessi.
Mangiarlo previene il cancro?
Non si può promettere. Studi cellulari e animali sui derivati dei glucosinolati non equivalgono a una prevenzione dimostrata nell’uomo. Il NCI descrive risultati umani misti. Mangiare verdure varie è una scelta sensata; usarle al posto di screening o terapia è pericoloso.
Crudo conserva più vitamina C?
Nel campione CREA il crudo ne riporta più delle due preparazioni cotte analizzate. Ma valori, porzione e tolleranza cambiano. Una cottura breve può conservarne una quota e rendere l’alimento più gradito. Non serve forzarsi a mangiarlo crudo se poi lo eviti del tutto.
Il cavolfiore surgelato vale quanto il fresco?
È una buona scelta nutrizionale e spesso più pratica. Processo, conservazione e cottura modificano alcuni nutrienti, ma non lo rendono “vuoto”. Scegli una confezione semplice, mantieni la catena del freddo e usa il formato adatto alla ricetta.
Il riso di cavolfiore sostituisce il riso normale?
Imita forma e volume, non energia e carboidrati. Può sostituirne una parte se desideri più verdura. Per un pasto completo valuta fame, attività fisica e resto del piatto; metà riso e metà cavolfiore è spesso più utile del travestimento totale.
Perché mi gonfia?
Fibra e componenti fermentabili possono aumentare gas in persone sensibili, soprattutto con grandi quantità. Prova meno alimento, una cottura più completa e un pasto meno affollato di altri trigger. Sintomi persistenti o importanti richiedono valutazione, non auto-diagnosi da internet.
Le foglie e il gambo si possono mangiare?
Sì, se integri e ben lavati. Le foglie possono essere arrostite o saltate; il gambo, pelato nelle parti più dure, entra in creme e zuppe. Cambiano consistenza e tempi di cottura, quindi tagliali separatamente invece di buttarli o lasciarli crudi per errore.
Chi prende anticoagulanti deve evitarlo?
Non automaticamente. Con warfarin e farmaci simili conta mantenere stabile l’apporto di vitamina K e comunicare variazioni importanti al team sanitario. Non eliminare o aumentare drasticamente verdure sulla base di una FAQ; anticoagulanti diversi hanno interazioni differenti.
In sintesi
Il senso utile di cavolfiore proprietà e benefici sta in acqua, fibra, vitamina C, folati, varietà culinaria e bassa densità energetica. La composizione cambia con campione, conservazione e cottura; le brassicacee contengono glucosinolati, ma l’evidenza umana non autorizza etichette detox o anticancro.
Scegli fresco o surgelato, cuocilo quanto basta per renderlo buono, abbinalo a una vera fonte proteica e non chiamare “riso” una funzione nutrizionale diversa. Se dà gonfiore, modifica porzione e preparazione. Questa è nutrizione applicabile: meno miracoli, più teglie che vengono davvero mangiate.
Per continuare con lo stesso criterio, esplora la raccolta LazyFood: scegli il prossimo alimento che usi davvero, non quello che promette più superpoteri.
Nota sanitaria
Questo articolo offre informazioni generali e non sostituisce diagnosi, terapia, prescrizione o piano personalizzato di medico o dietista. In presenza di sintomi gastrointestinali persistenti, allergia sospetta, malattia renale o intestinale, gravidanza con indicazioni specifiche oppure terapia anticoagulante, concorda quantità e cambiamenti rilevanti con il professionista che conosce il caso. Difficoltà respiratoria o gonfiore di bocca e gola sono un’emergenza.
Revisione editoriale e limiti
Responsabilità editoriale: Matteo Zoboli. Revisione sostanziale: 11 settembre 2026.
La revisione ha controllato composizione, fibra, vitamina C e folati, effetti della cottura, glucosinolati, studi oncologici, tolleranza intestinale, aggiornamenti FODMAP e vitamina K con anticoagulanti. Il cavolfiore può contribuire a una dieta varia, ma non è detox, non previene o cura il cancro e non sostituisce acido folico, screening o terapie.
Il contenuto è informazione generale e non sostituisce medico, dietista o allergologo. Terapia con warfarin o altri antagonisti della vitamina K, malattie renali o intestinali, gravidanza e sintomi persistenti richiedono indicazioni personali. Difficoltà respiratoria o gonfiore di bocca e gola è un’emergenza.
Consulta la metodologia editoriale, il disclaimer e la pagina Contatti per segnalare errori o proporre una correzione.
Fonti e riferimenti
Fonti consultate il 2026-08-30.
- CREA Alimenti e Nutrizione, Cavolfiore, crudo: https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/005160
- CREA Alimenti e Nutrizione, Cavolfiore, cotto, al microonde: https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/005164
- CREA Alimenti e Nutrizione, Cavolfiore, cotto, bollito: https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/005165
- CREA Alimenti e Nutrizione, Presentazione dei dati di composizione: https://www.alimentinutrizione.it/presentazione-dati
- CREA, Linee guida per una sana alimentazione 2018: https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018
- EFSA NDA Panel, Dietary Reference Values for carbohydrates and dietary fibre: https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/1462
- EFSA NDA Panel, Dietary Reference Values for vitamin C: https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/3418
- National Cancer Institute, Cruciferous Vegetables and Cancer Prevention: https://www.cancer.gov/about-cancer/causes-prevention/risk/diet/cruciferous-vegetables-fact-sheet
- Lafarga T et al., Effects of thermal and non-thermal processing of cruciferous vegetables on glucosinolates and its derived forms. J Food Sci Technol. 2018: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5976619/
- NIH Office of Dietary Supplements, Vitamin K — Health Professional Fact Sheet: https://ods.od.nih.gov/factsheets/VitaminK-HealthProfessional/
- Ministero della Salute, Donna in gravidanza — Alimentazione: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/nutrizione/donna-gravidanza
- World Health Organization, Five keys to safer food manual: https://www.who.int/publications/i/item/9789241594639
- USDA FSIS, Leftovers and Food Safety: https://www.fsis.usda.gov/food-safety/safe-food-handling-and-preparation/food-safety-basics/leftovers-and-food-safety
- European Food Safety Authority, Dietary reference values — overview: https://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/dietary-reference-values
- Monash University FODMAP, Reintroduction Update: https://www.monashfodmap.com/blog/reintroduction-update/

